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Una domenica pomeriggio eravamo ai vespri, si sentì un gran frastuono, una battaglia aerea
fuori, tanti rumori, a un certo punto un boato fortissimo e poi silenzio: un aereo aveva
sorvolato in fiamme la chiesa, si era inchiodato per terra, era un gran fuoco.
A dieci anni sono entrato nel seminario dehoniano e poi nel 1955-58 sono stato mandato
nell’isola di Madeira, che era territorio portoghese, ho infatti la seconda nazionalità
portoghese e parlo ancora oggi entrambe le lingue. Nel 1958-63, tornato da Madeira, i
Dehoniani mi hanno mandato a Roma per frequentare la Pontificia Università Gregoriana di
teologia, studi necessari per poter diventare sacerdote.
Si parlava in latino, si scriveva in latino, tutti i libri erano in latino. Il 2 luglio del 1961 sono
stato ordinato sacerdote, oggi (n.d.r. 22.2.2025) ho celebrato la Messa numero 29.661. Una
vita meravigliosa! Da Roma mi hanno mandato a Monza, dove abito dal 1963: sono un
cittadino monzese e ho avuto anche il Giovannino d’Oro e devo ringraziare lo Scautismo che
mi ha presentato. Da allora ho sempre insegnato all’istituto Dehon.
Adesso vengo al tema di stasera:
<<quale è la tua esperienza nello
Scautismo?>>. La mia è cominciata
a Roma, quando ero studente alla
Gregoriana, nel 1963. Il sacerdote
che seguiva gli Scout, si era
ammalato e l’ho sostituito al campo
estivo del gruppo Roma VIII, che era
della parrocchia di Cristo Re, in viale
Mazzini, accanto alla sede della RAI,
parrocchia dei Padri Dehoniani.
Il campo era a Santa Fiora, in
Padre Bernardino - Campo estivo di reparto Isola d’Elba 1969
Toscana, in provincia di Grosseto,
un bellissimo borgo medievale vicino al Monte Amiata. Ero totalmente ignaro dello
Scautismo. La mia immagine dello Scautismo era del tutto maschile. Come primo approccio,
osservai una grande disponibilità economica: camion per portare pali e materiali, erano due
Reparti, un centinaio tra ragazzi e Capi e aiuto Capi.
Qual era lo stile che io ho vissuto come prima esperienza Scout? Stile di una comunità che
non era comunità, ma era una caserma: disciplina rigida, rigorosa, orari segnati dal fischietto
dei Capi, Squadriglie che correvano per arrivare prima, perché c'era il punteggio, tutto era
calcolato, era tutta una cosa così matematica, tecnica, di efficienza, tanto che i ragazzi erano
sempre trafelati, ispezioni più volte al giorno per vedere che le tende fossero in ordine, che le
pentole fossero pulite, che i ragazzi avessero lavato le ascelle. Tutta una cosa così, a base di
fischietto. Questa la mia prima immagine dello Scautismo e siamo nel 1963.
Ben diversa l'esperienza dello Scautismo monzese. Arrivato a Monza il 5 agosto del 1963, nel
1968, il 13 agosto, ho vissuto il primo campo col Monza 1, a Temù, in Valcamonica, tutti i
partecipanti erano maschi.
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