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Francesca Poli, Fernanda Cavalleri). Le Cheftaines non provenivano dall’AGI (tranne Laura
            Ferrari) e forse per questo non avvertivano il contrasto fra AGI e ASCI. La soluzione di quel
            contrasto era nel “salto qualitativo” di cui parlava Sandro Poli. A ben vedere era un Salto
            d'Akela e chi è stato Lupetto sa cosa vuol dire. Akela era sdraiato, braccia in aria e gambe
                                                               raccolte, il Lupetto arrivava di corsa e
                                                               puntava le mani sulle ginocchia di Akela che

                                                               lo sosteneva, la posizione diventava
                                                               verticale, il Lupetto aveva un po' di
                                                               batticuore, ma faceva una capovolta, girava
                                                               il suo modo di pensare, oltrepassava la
                                                               soglia della paura e si rimetteva in piedi.
                                                               “Salto qualitativo” (superato il rischio).

                                                               Quando Mariella Muschiato e Cristina
                                                               Ferrari si sono sedute a quel tavolo
                   Don Carlo Galli, Baloo: “il salto di Akela”   rettangolare per comunicare la disponibilità
            e l'apertura dell’AGI alla coeducazione, ricordo che si sono aperti tanti travagli, tutte quelle
            collisioni linguistiche, e non solo, che faticosamente si sarebbero sciolte per cercare
            qualcosa di nuovo oltre il rischio educativo. Ricordo bene quel momento fondativo dove per

            effetto della scelta di coeducazione AGI e ASCI diventavano due grandi forze unite che prima
            si ripiegavano su se stesse per difendere completamente i loro principi e le loro tradizioni.
            Ma c’erano anche le Cheftaines. Queste donne che non avevano una caratterizzazione di
            agonismo, di antagonismo, ma diversamente portavano all'interno di un progetto di
            coeducazione il proprio contributo di cooperazione. Col proprio stile avevano aiutato “il salto
            d’Akela” di AGI e ASCI.

            Quando facevamo le uscite con i Rover e con il Clan, non ci sentivamo delle femmine
            tollerate o accettate in un mondo
            maschile, eravamo delle persone che
            testimoniavano, incarnavano e soprattutto
            sperimentavano l'unità nella diversità. Voi
            capite come è grande questo “rischio

            educativo”! La molteplicità delle persone
            come uno e non come valore assoluto di
            uno su altri.

            Durante il mio servizio come Cheftaine nel
            Branco Monza 1 ho visto passare diverse
            generazioni di Lupetti. Mi sono sentita
            toccata quando ho potuto assistere alla             Carla Zanier col fazzolettone delle Cheftaines
            nascita dei figli dei miei Lupetti, vi assicuro che è stata un'esperienza forte. È stata per me
            una grande soddisfazione non meno che una assoluta emozione, poiché l'ambito educativo
            della diversità si adattava perfettamente alla varietà delle nascite.



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