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GIUSEPPE D'ALESSIO

            AGESCI ZONA BRIMINO


            Sono Giuseppe D’Alessio, responsabile AGESCI di Zona, da pochi mesi, insieme ad Anna
            Carmagnola che mi ha preceduto in questo ruolo da quattro anni. Grazie intanto per il lavoro
            e le testimonianze che ci offrite oggi.

            La riflessione che mi piaceva condividere con voi questa sera è questa: se siamo qui penso
            che il motivo è perché siamo educatori, l'educazione, non siamo storici. Quindi nel racconto
            della storia, delle esperienze, dobbiamo credere che i ragazzi di oggi, noi più giovani, i Lupetti,
            le Coccinelle, gli Esploratori, le Guide, i Rover e le Scolte e i giovani Capi, possano ancora
            vivere non le esperienze ma i valori che queste esperienze ci hanno trasmesso e ci avete
            raccontato.

            In alcune testimonianze ho sentito la domanda che ci siamo fatti sempre: perché le persone
            di allora, le ragazze di allora, hanno sentito l'esigenza di fare quello che hanno fatto e quello
            che hanno raccontato. Dobbiamo essere convinti che anche i ragazzi di oggi, anche nella
            società di oggi che è totalmente diversa da quella di allora, si possano ancora riscoprire quei

            valori come la fratellanza, l’aiuto del prossimo, tutti valori tipici dello Scautismo. Se perdiamo
            questa consapevolezza ci troveremo fatalmente fuori strada.
            Quindi, a mio parere, il nostro compito fondamentale sta nel raccontare la storia, nel
            raccontare quelle esperienze che non saranno mai più vissute dai ragazzi di oggi, perché, per

            fortuna, avere oggi un’Akela donna è del tutto normale. Che le donne possano fare molte
            cose nello Scautismo e in altri ambiti della società è del tutto normale. Certo c'è ancora
            molto da fare sicuramente, il tema è caldissimo. Quando abbiamo fatto qualche incontro, io
            e Anna vedevamo proprio che questo tema era molto attuale per le Scolte, per le giovani capo
            della AGESCI.

            Però dobbiamo esplicitare, trasmettere in modo proprio chiaro i valori che hanno mosso
            queste esperienze. A volte anche parlando con altri che mi hanno preceduto al lavoro o in
            altre situazioni, è capitato che qualcuno si sentisse in colpa per non poter raccontare
            esperienze simili. Le esperienze non torneranno più, però i valori possono tornare.

            E quindi ecco, io credo che il nostro compito più importante, come educatori, sia proprio
            questo: rendere esplicito ai giovani il messaggio dei valori che loro potranno ancora vivere,
            ancora con esperienze diverse.













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