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DON CARLO GALLI

            Monza
            Ricordo di Sandro Poli


                                                                     Ho conosciuto don Carlo nel 1960
                                                                     quando si presentò, giovane
                                                                     sacerdote, per celebrare la Messa
                                                                     durante un’uscita del Branco Monza 1
                                                                     al Parco.

                                                                     Allora  io  ero  aiuto  capo  di  Maria
                                                                     Gaiotti,  prima  Akela,  che  svolgeva
                                                                     attività nell’ASCI senza avere, ancora,
                                                                     l’autorizzazione ufficiale.

                                                                     Dopo  alcuni  incontri  settimanali  don
                                                                     Carlo ci comunicò che aveva scelto di
                                                                     iniziare l’esperienza Scout; da allora è

                                                                     diventato per tutti Baloo, l’orso saggio
                          Don Carlo Galli, Messa al campo
                                                                     del  mondo  fantastico  della  giungla,
            contribuendo a sviluppare il grande gioco della vita educativa.
            Don Carlo ha poi detto di essere stato indirizzato allo scautismo dai consigli di Maria Gaiotti

            sulla importanza del gioco e della fantasia e per la loro forte valenza pedagogica.

            La collaborazione di don Carlo, col Branco Monza 1, è proseguita per un decennio: dopo avere
            pronunciato la promessa scout, membro di una comunità capi ormai consolidata anche per
            l’avvenuto riconoscimento del brevetto di Cheftaine ottenuto da Maria in Belgio.
                                                                             Il  rapporto  di  don  Carlo  coi

                                                                             Lupetti       era      intenso,
                                                                             convincente,       con      una
                                                                             comunicatività efficace; aveva
                                                                             la passione di fare “disegnini”
                                                                             semplici  e  meravigliosi  coi
                                                                             quali  coinvolgeva  i  bambini,
                                                                             come  faceva  anche  con  le
                                                                             storielle  di  “Sparagandolini”

                                                                             un  personaggio  di  fantasia;
                                                                             riusciva      a       catturare
                          Don Carlo Galli racconta “Sparagandolini”          l’attenzione  dei  Lupetti  sulle

            parole di Baloo che diventavano un messaggio utile a favorire la loro maturazione.







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