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“diversità di temperamento, educazione e di esigenze religiose della popolazione
italiana”
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Il documento sanciva all’unanimità il parere contrario all’introduzione, anche parziale, delle
Cheftaines e affidava formalmente all’Akela d’Italia il compito di riportare questa posizione al
Consiglio Generale per una decisione definitiva.
1.2 Relazione della Lombardia al Consiglio Generale
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Durante il Consiglio Generale del 1960, tenutosi a Roma il 19 e il 20 marzo, la Lombardia
espresse chiaramente la propria posizione. Sebbene meno polemica rispetto alle precedenti
relazioni inviate sia dalla Branca Lupetti lombarda sia dall'Assistente Ecclesiastico regionale
padre Vittorino , la Branca Lupetti lombarda continuava
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ad essere in contrasto con la Pattuglia nazionale . La
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Lombardia propose una proroga di un anno della
sperimentazione, al fine di raccogliere ulteriori dati e
informare adeguatamente la base tramite gli organi di
stampa associativi, nel tentativo di favorire una votazione
consapevole. La Lombardia sottolineò le difficoltà
incontrate durante la sperimentazione avviata nel 1950.
Difficoltà legate alle pressioni del Commissariato Centrale
nel tentativo di far sciogliere i Branchi sperimentali .
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Padre Vittorino Vitali – A.E. presenza
essenziale nella costituzione della Nonostante ciò, nel pieno rispetto del Metodo Lupetto, le
Associazione AGI a Monza
Cheftaines furono integrate nella Comunità dei Capi
Branco (Branco del Lago) e incluse in percorsi di formazione regionali e internazionali a
Kandersteg (Svizzera), Jambville (Francia) e La Fresnaye (Belgio). Grazie anche alle
11 Relazione della Branca Lupetti sulle Cheftaines – Verbale del Consiglio Generale, Roma 19-20 marzo 1960 in
Archivio Storico Centro Documentazione AGESCI, ASCI, II ASCI, Consiglio Generale, Adunanze del Consiglio,
fasc. 16, p.6.
12 Relazione della Lombardia al Consiglio Generale in <<Estote Parati>> 44(1960) pp.15-21.
13 G. Palombi, Il prezzo della libertà, «Estote parati» 44(1960), p.7.
14 “E’ il momento più intenso di un antico dualismo fra il Centrale romano e uno Scautismo lombardo convinto
dei propri argomenti e orgoglioso della propria tradizione” in V. Schirripa, Giovani sulla frontiera. Guide e scout
cattolici nell’Italia repubblicana (1943-1974), Roma 2006, p.76.
15 Il Commissario Papi aveva interrotto l’attività del Branco di Brescia attivo dal 1947: “Le Cheftaines, dopo quasi
10 anni di ininterrotto lavoro, danno le consegne ai Rover, solo in seguito alla lettera imperativa del C.C. Marcello
Papi” in <<Estote Parati>> 44(1960) p.15; Marcello Papi, Commissario Centrale alla Branca Lupetti (giugno 1955
– dicembre 1956) in Gli incarichi centrali dell’ASCI 1916-1966, «Estote Parati» 108-109 (1966), p.125;
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