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Il  momento  di  prendere  una  decisione  era  arrivato.  Le  argomentazioni  emerse  durante  la

            discussione avrebbero potuto supportare sia l’accettazione sia il rifiuto dell’introduzione delle
            Cheftaines. Tuttavia, il Commissariato Centrale dichiarò che l’Associazione non si trovava nelle

            condizioni di intraprendere una scelta radicale, come l’adozione totale delle Cheftaines o, al

            contrario, il loro rifiuto categorico. Per questo si optò per una linea intermedia: "una scelta

            molto prudente". Si chiarì però l’esigenza di stabilire limiti ben definiti per questa introduzione
            sperimentale.  Infine,  furono  adottate  delle  "Norme  transitorie  per  la  guida  femminile  dei

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            Branchi" , da considerarsi valide fino al Consiglio Generale del 1970. In quell’occasione, sulla
            base dell’esperienza maturata, si sarebbe deciso se trasformarle in normativa definitiva. Tra i

            punti qualificanti delle Norme vi erano specifiche indicazioni riguardo ai limiti e alle modalità
            della  sperimentazione.  La  componente  femminile  non  era  pensata  per  sostituire  quella

            maschile;  non  erano  consentite  pattuglie  miste;  la  guida  femminile  doveva  ricevere

            l'approvazione anche dall'Ordinario Diocesano; le Cheftaines non facevano parte del Clan, ma

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            esclusivamente del Gruppo scout .
            Fu comunque un passo decisivo verso la coeducazione, venne infatti approvata una mozione

            (n.14) che dichiarava:

                     “Il Consiglio Generale dell’ASCI, grato per la presenza delle dirigenti dell’AGI, ed in
                     vista  dei  nuovi  orientamenti  emersi  dall’approvazione  della  guida  femminile  dei
                     Branchi e della più stretta collaborazione tra Branca Rover e Branca Scolte, fa voti
                     perché fra l’Associazione femminile e quella maschile si istauri una più stretta e fattiva
                     collaborazione a livello centrale e periferico. F.to Romano Forleo”
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            Conclusione
            La transizione per la guida dei Branchi, da una leadership esclusivamente maschile ad una femminile
            affidata alle Cheftaines, è stata caratterizzata da un processo lungo e faticoso. Questo cambiamento
            ha attraversato fasi di indecisione, rinvii alle commissioni di studio, accese polemiche e dibattiti allo
            scopo,  dichiarato,  di  individuare  una  soluzione  condivisa.  Il  1967  rappresentò  un  punto  di  svolta
            decisivo: le Norme transitorie per la guida femminile dei Branchi introdussero uno scenario che, seppur
            ancora segnato da restrizioni verso le Cheftaines, apriva la strada verso un futuro più inclusivo. Tale
            momento  fu  fondamentale  per  preparare  il  terreno  alla  scelta  della  coeducazione,  ufficialmente
            adottata  dall’AGESCI  nel  1974.  In  questo  contesto,  risultano  di  particolare  rilievo  le  testimonianze
            personali delle Cheftaines di Monza e Villasanta che riflettono sull’impegno dedicato al servizio per i
            Lupetti.



            29  Consiglio Generale 1967 – Norme transitorie per la guida femminile dei Branchi in Archivio Storico Centro
            Documentazione AGESCI, ASCI, II ASCI, Consiglio Generale, Adunanze del Consiglio, fasc. 25, p. [3].
            30  All’apertura verso le Cheftaines dell’ASCI, seppure “un’adozione molto prudente”, non corrispondeva un
            atteggiamento simile di AGI che proibiva “qualsiasi ipotesi di inserimento di personale femminile negli staff di
            Branco” nell’Assemblea Nazionale di Villa Mondragone (Roma) nel 1971 in V. Schirripa, Giovani sulla frontiera.
            Guide e scout cattolici nell’Italia repubblicana (1943-1974), Roma 2006, p.122.
            31  Mozioni approvate [Consiglio Generale 1967], Mozione n.14 in <<Estote Parati>> 115(1967 p.320.
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